Au moment la langue Française n'est pas activée
Actualy the Elgish language is not activate!

PROGETTO UMANISTA AVIVAVOCE

Home

Eventi

Parte di noi

Iniziative

Corsi

Download

Servizi On Line

 
 

Corsi Attuali Passati

 


Incontro di presentazione del corso di volontariato internazionale
Inquadramento del ciclo di incontri, interesse, obiettivi.
Sarà un ciclo di 4 incontri di circa 2 ore e mezza ciascuno, rivolto ad aspiranti volontari nel progetto “1 Container per l’educazione e la non violenza” nato dall’associazione umanista A.M.U.
L’associazione umanista A.M.U. nasce nel 1995 e inizia a sviluppare le sue attività nelle zone di San Pierino, Santa Croce, Novoli. Successivamente, nel 2002, si costituisce come ONLUS, iniziando a promuovere campagne di appoggio umano. Nel 2003 viene lanciata l’iniziativa “1 Container per l’educazione e la non violenza” con il patrocinio del Quartiere 5 di Firenze. Questa iniziativa sviluppa progetti in Italia, Firenze e ad Abidjan, in Costa d’ Avorio.
Chi tiene questo corso è membro del Movimento Umanista: la nostra funzione è quella di occuparci della formazione e del lavoro di trasformazione personale.

Obiettivi
Coinvolgere e formare persone interessate a partecipare ai progetti di sviluppo umano in Costa d’Avorio.
• Stimolare una cultura del volontariato basata sulla non violenza, la trasformazione personale e sociale, la reciprocità e l’auto-organizzazione.
•Fornire strumenti di interpretazione della realtà attuale.
•Fornire nozioni, informazioni e strumenti adeguati per poter svolgere attività di volontariato nei nostri progetti.

Metodologia
•Esposizione dei diversi progetti, con il supporto di materiale cartaceo e fotografico.
•Approfondimenti sullo squilibrio del mondo attuale, con dati su povertà, divario nord-sud, ruolo degli organismi internazionali ecc.
•Interscambi di gruppo.
•Esperienze di meditazione personale.
•Testimonianze di volontari.

Durata e costo del corso
•Si sviluppa in 4 incontri di 2 ½ circa, che poi continuano come organizzazione dei progetti.
•Il costo è di 40 Euro che andranno a finanziare i progetti dell’iniziativa.

L’azione umanitaria e l’azione Umanista
La nostra azione, basata sul volontariato, mira al miglioramento e ad una reale trasformazione delle condizioni di vita nel paese, a partire dall’impegno in prima persona delle persone che, in Italia e in Africa entrano a far parte di questo progetto.
La visione caritatevole ed umanitaria con cui generalmente vengono condotte iniziative di questo tipo, considera troppo spesso i destinatari degli aiuti come soggetti passivi e finisce per aumentare questa passività contribuendo a creare in Africa una situazione di grave dipendenza ed immobilismo che rende la situazione ancora più difficile. Questa visione crea spesso nelle persone dei paesi del terzo mondo un atteggiamento di sottomissione e la sensazione d'incapacità ad occuparsi di se stessi.
La visione che caratterizza le campagne d'appoggio umano è, invece, quella della reciprocità e dell'auto-organizzazione della popolazione. Infatti tutte le persone che beneficiano dell’iniziativa sono invitate a loro volta a contribuire (secondo le loro capacità e possibilità) al progetto stesso secondo il principio “io do a te affinché tu dia ad altri”. Ad esempio gli adulti che partecipano ad un corso d'alfabetizzazione, si organizzano per avviare a loro volta un corso di mestiere o per allestire una piccola mensa destinata ai più bisognosi del quartiere, ecc.

La finalità dell’appoggio umano, lungi dall’essere una forma d’umanitarismo occasionale e senza direzione, è quella di fornire strumenti e mezzi, sia materiali che ideologici, per la conquista dell’autonomia da parte delle masse diseredate e abbandonate perché si organizzino e si autogestiscano autonomamente.
Questi tipi di progetti sono lontani dall'azione pragmatica oggi molto diffusa ed in "voga". Attualmente gran parte del volontariato è diretto alla risoluzione di problemi congiunturali con un'azione che riflette il punto di vista e la volontà di questo sistema. Il volontariato è visto oggi come il "tappabuchi" di un sistema che non vuole occuparsi di esseri umani (anziani, poveri, portatori di handicap ecc.), che per il sistema stesso sono da considerarsi esuberi. Le sorti di questa gente sono totalmente affidate alla buona volontà e alle capacità organizzative di chi si propone come volontario. Visto così, il volontario non può risolvere il problema in quanto non lo studia, non lo comprende fino alla radice, dunque non può fare altro che limitarne i danni. Secondo questa visione il volontario può avere anche un attributo negativo, perché si presenta come una pedina nelle mani di un sistema sociale violento che lo spinge e lo adopera affinché renda meno sgradevole e più accettabile la sua azione violenta e distruttrice.
Consideriamo per un attimo cosa accadrebbe se all'improvviso si fermassero tutti i volontari del mondo! Quali sarebbero le conseguenze per le persone? Quali sarebbero le conseguenze per le nazioni e in ultimo per l'intero sistema sociale?
Probabilmente si verificherebbero sconvolgimenti sociali tali da far perdere il sonno anche a chi ostenta sicurezza, protetto dalla potenza economica di cui dispone.

La figura del volontario che qui si propone è quella di una persona che, pur cavalcando azioni che sembrerebbero pragmatiche, studia e si adopera affinchè queste azioni siano un modello autorganizzativo il cui ultimo scopo è quello di produrre un cambiamento sociale.

 

 

 
 

News

 

 
   

Download

 
     
 

Materiale informativo Marcia Mondiale

     
 

Materiale informativo sulla Federazione Umanista Sportiva

     
 

FOTO

 
   
 
   
   
 
 

Materiale Informativo

 
       
 

 

 

 

 

Powered By
Web Design Firenze